GENITORI

La partecipazione
dei genitori alla vita dell'Istituto
Sperimentale "Rinascita - A. Livi" di Milano
nasce da una lunga tradizione ed ha ormai
solide basi di consapevolezza e di
organizzazione. Le scelte didattiche, maturate
dall'insieme dei docenti di "Rinascita" ed
attente ai bisogni più profondi dei
ragazzi, hanno poco a poco attirato i genitori
dentro la scuola, mettendoli nella condizione
di poter intervenire alle attività
scolastiche degli studenti e coinvolgendoli nei
loro processi di apprendimento e di
crescita.
Questa esperienza collettiva, per noi che la
viviamo frequentemente, è impegnativa e
talvolta faticosa, ma porta sempre con sé
il senso di un'esperienza profonda ed intensa,
che appartiene alla sfera più autentica
della vita e che contribuisce in modo speciale
alla crescita serena e consapevole dei nostri
ragazzi. Ecco perché i genitori di
"Rinascita" si affezionano a questa scuola e le
attribuiscono un grande significato e valore.
Ecco perché, in questo periodo di
incertezza, i genitori sono molto preoccupati
per il destino della nostra scuola e di
un'esperienza didattica importante e ricca.
In questo contesto, la presenza dei genitori
porta a migliorare il livello di
partecipazione, in modo tale che si arrivi ad
una progettazione educativa condivisa e
partecipata. In ogni caso, ci sembra di poter
affermare che le forme della nostra presenza a
scuola assumono, sempre più chiaramente,
delle forti valenze pedagogiche nel creare un
contesto didattico partecipato che - di per
sé - favorisce l'amore per la conoscenza
e, con essa, la "crescita insieme" di tutti
coloro che vivono la scuola. Infatti, ci sembra
che sia in questo contesto che si possa
costruire sempre più quel metodo
cooperativo nell'apprendimento che, ponendo
l'alunno al centro della scuola, costituisce il
miglior stimolo per l'impegno e la crescita del
futuro cittadino colto e consapevole.
Si comincia a vedere, insomma, come la scuola
partecipata possa essere un ambito prezioso (e
portatore di novità nell'idea stessa di
scuola) di Educazione Permanente; un contesto
cioè dove i genitori, assumendo un ruolo
aperto di condivisione del progetto educativo,
si incamminano insieme ai ragazzi e ai docenti
su una strada nuova, quella della cittadinanza
consapevole, della responsabilità verso
gli altri e della libera crescita individuale.
Tutto ciò, nel tentativo costante di:
accettare le articolazioni dei diversi punti di
vista presenti a scuola e considerarli come
opportunità di arricchimento e non come
minacce
trovare ciò che unisce le diverse opinioni
o mentalità
informare tutti e comunicare correttamente e in
modo attento
superare le crisi con soluzioni condivise
cercare di valorizzare ed incoraggiare al
massimo i "talenti" individuali ed i percorsi
di crescita dei singoli ragazzi.
In questo modo, i genitori (nonostante la loro
"permanenza breve" e, spesso, la loro "memoria
corta") non verranno più visti come
"ospiti" - più o meno graditi - della
scuola ma, al contrario, come una presenza
diffusa, continua e normale, che diventa col
tempo una risorsa preziosa (perché
organizzata), alla quale tutti imparano ad
attingere e con la quale tutti si relazionano,
anche attraverso momenti, riti e luoghi
dedicati.
In questi anni, insomma, abbiamo visto che
quando i genitori si prendono cura
collettivamente e amorevolmente della scuola e
dei percorsi dei loro figli (e ciò anche
attraverso la pluriennale ed ormai consolidata
esperienza del tutoraggio) s'instaura un
processo importante di crescita relazionale
collettiva; questo processo, se gestito in modo
consapevole e condiviso, porta verso la
Scuola-comunità, cioè verso un
contesto di pratiche, idee, relazioni ed
emozioni, diverse ma interdipendenti, che
costituiscono il sistema complesso entro il
quale si svolge una pedagogia che si fonda su
più soggetti e su livelli diversi.
Ci sembra che la scuola possa diventare
così una comunità che educa,
dove la centralità del ragazzo viene
ripensata e sviluppata dalla nuova
centralità del gruppo-scuola. In questo
senso, la scuola-comunità rappresenta per
noi il luogo ideale per rompere i diversi e
reciproci isolamenti che noi e i nostri ragazzi
viviamo quotidianamente e per far sì che
l'ascolto, il dialogo ed il confronto tra noi
si combinino con una pedagogia laica,
democratica ed aperta ai saperi innovativi.
In tutto ciò, fin da subito, abbiamo
individuato il rischio della chiusura e
dell'autoreferenzialità; l'idea di
scuola-comunità, se presuppone la
condivisione - anche implicita - di alcuni
valori o metodologie pedagogiche, porta con
sé anche il pericolo della chiusura al
nuovo, al diverso. Per questo motivo abbiamo
sottolineato spesso che il ruolo di "Rinascita"
dev'essere quello di una scuola pubblica
aperta, di una scuola cioè capace - per
sua stessa natura - di aprirsi ai "nuovi"
soggetti ed alle nuove culture che entrano (con
progetti-accoglienza di ampio respiro anche per
i genitori e per gli stranieri), e ancor
più capace di aprirsi al territorio ,
cioè a tutte le realtà (dalla scuola
di quartiere all'università, dal teatro al
museo, al parco tematico ecc.) con le quali la
scuola deve entrare in relazione, costruire
progetti, sperimentare innovazione.
Se, cioè, noi genitori sentiamo di essere
il "nutrimento" di una scuola che diventa
comunità, vediamo l'apertura al territorio
come il "nutrimento" di una
scuola-comunità che si apre al futuro.
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